Wedding Cake con stile: intervista a Cecilia Campana

“Mettersi in gioco” partecipando ad una competizione legata al cake design non è una cosa da tutti, perché si tratta di gare in cui si valuta, oltre alla capacità tecnica, anche la componente artistica degli autori. Ci vuole una buona dose di autostima, voglia di confronto e un forte spirito competitivo.
Sono rimasta molto colpita quando al Cake Festival dello scorso Ottobre a Milano ho sentito il nome della vincitrice della categoria “Wedding Cake”… non perché non lo meritasse (anzi!) ma perché era la stessa persona che aveva vinto anche l’anno precedente: Cecilia Campana.

Il suo stile ha qualcosa di particolare ed affascinante, così le ho chiesto di raccontarci da dove nasce.

“Con le wedding cake è stato amore a prima vista: adoro la possibilità di creare qualcosa che possa dare libero sfogo alla mia meticolosità e precisione, al gusto per le cose belle e l’equilibrio dei colori.

Nella malleabilità della pasta di zucchero scopro uno stimolo continuo per la mia insaziabile creatività e mi sembra di trovare la combinazione perfetta tra le abilità che fanno parte del mio DNA e le competenze artistiche che ho sviluppato grazie ai miei studi.”

Che tipo di formazione hai?

“Dopo la laurea in Comunicazione Pubblicitaria sono partita per Manchester per un Master in Arts. I due anni trascorsi lì mi hanno molto arricchito grazie alla conoscenza di colori ed abitudini di etnie diverse dalla mia.

Nasce anche in quel periodo la passione per la reinterpretazione degli oggetti e il riuso creativo. Reinterpretare un elemento utilizzandolo per qualcosa d’altro è quello che ancora oggi faccio quando progetto una wedding cake.

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Negli anni ho frequentato alcuni corsi legati al settore della sugar art: da come fare una copertura perfetta a come realizzare fiori, passando per il modelling fino alla ghiaccia reale. Un corso di pasticceria è quello che ho ora nei miei piani, perché sono profondamente curiosa e voglio scoprire sempre di più di questo mondo delizioso.”

Quali sono le tue tecniche preferite?

“Adoro il quilling, una tecnica che sto studiando e che ha dei risvolti meravigliosi. E poi lavoro tantissimo con la sugar gun creando strutture tridimensionali con la mia tecnica di fili di pasta di zucchero.

Mi affascina la ghiaccia per la sua capacità di creare forme eteree e ho recentemente sperimentato la colorazione a puntini, un lavoro certosino ma di grande soddisfazione visiva, che sicuramente porterò avanti.”

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C'è qualcuno a cui ti ispiri?

“E’ un discorso delicato… devo dire di no, non mi divertirebbe ispirarmi a qualcuno, finirei per essere la sua brutta copia e non avere una mia identità.

Nel bene o nel male, il mio stile (ho scoperto di averne uno da quando le mie colleghe vere artiste della sugar art mi hanno detto che ne ho uno…), nasce istintivamente da cose varie che vedo. Non ho mai seguito neanche una band, figuriamoci una cake designer.

Navigo appena posso su Pinterest, spaziando tra le decorazioni, le ceramiche, il fashion."

Il tuo lavoro ha cominciato ad avere una precisa identità dopo la vittoria al Cake Festival 2015 nella categoria ‘wedding cake’.

"Il 2015 è stato in effetti l’anno della svolta. Oltre alla vittoria al Cake Festival sono stata invitata a partecipare alla prima biennale of Sugar Art di Torino. Il maggio successivo ho gareggiato, sempre nella categoria “Wedding cake”, anche alla Shaki International Competition, dove ho vinto il primo premio."

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L'opera con cui Cecilia ha vinto il Cake Festival 2015 categoria "wedding cake"

Come mai hai deciso di concorrere di nuovo al Cake Festival anche se eri la vincitrice in carica?

"Io credo che il modo migliore per condividere le proprie idee e capire se sono davvero buone, se funzionano sotto ogni punto di vista, sia farle vedere e giudicare a chi ha tanta esperienza.

La vittoria per il secondo anno consecutivo al Cake Festival ha permesso che il mio lavoro salisse alla ribalta, ed anche grazie a questo sono stata scelta ad esempio come giudice per le wedding cakes all’Italian Wedding Awards 2016."

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L'opera con cui Cecilia ha vinto il Cake Festival 2016 categoria "wedding cake"

Come progetti le tue wedding cakes?

“Pensando con canoni diversi, attingendo ad altre arti, un motore che mi porta a fantasticare e a creare con uno stile particolare.

Il rapporto vuoto-pieno, gli spazi tridimensionali (non solo le superfici), le alternanze di chiari e scuri, gli opposti, mi affascinano. Credo che in fin dei conti sia questo che mi permette di vedere una wedding cake in modo totalmente nuovo, una sorta di forma artistica che completa la mia esigenza di trovare e sperimentare nuovi sistemi di comunicazione.

Per me la wedding cake non deve essere solo ‘il dolce’, né ‘il dolce decorato’ in stile con la cerimonia o il vestito della sposa. Deve comunicare, deve parlare d’amore, di passione, di differenze e affinità.

Spesso le mie creazioni hanno i monogrammi, come elemento cardine attorno a cui si sviluppa il design: una torta deve parlare di due persone, proprio di loro due, e non può essere una replica di nessun’altra. Nessuna storia d’amore è uguale all’altra.”

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Ti vedremo in gara al Cake International quest’anno?

"Eh si, quest’anno vorrei fare questo passo, sperimentare l’ebrezza di una competizione internazionale, confrontarmi con artiste che vengono da tutto il mondo e soprattutto capire se sono sulla strada giusta."

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Gennaio 2017 11:26

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